...avevo appena fatto un esame del sangue e, andando al lavoro, acquistai "L'espresso": sfogliandolo trovai questa immagine all'interno e rimasi subito colpito da quanto, mediaticamente parlando, era importante la copertina di TIME.Col senno di poi si può tranquillamente affermare che il viso di Barack Obama esprime il suo slogan "Yes we can".
Dalla data della sua elezione a Presidente degli USA si può tranquillamente affermare che oltreoceano è arrivato a termine il concetto di differenza di razza: oggi è Presidente un individuo di etnia non caucasica.
Nel CV di questa persona la cosa che mi affascina di più è senza dubbio l'aver dimostrato di volersi dedicare agli altri prima che a se stessi: dopo aver ottenuto brillantemente la laurea in legge ad Harvard, l'ex senatore dell'Illinois, ha preferito tornare nella sua Chicago a dare appoggio alle comunità che contribuiscono ad aiutare chi vive momenti difficili piuttosto che cedere alle irresistibili lusinghe dei più famosi studi legali americani che, vista la sua brillante carriera studentesca, fecero carte false per farlo "associare".. Quest'uomo s'è fatto un culo così all'università rinunciando a tanti, tanti soldi per portare la sua capacità a favore del sociale, a favore degli altri.
Quanti di noi avrebbero fatto lo stesso?
Per la prima volta invidio per qualcosa/qualcuno gli USA.
Massimo rispetto per il nuovo "Presidente del Mondo" che ha anche promesso il taglio delle emissioni di CO2 entro il 2050 e un importante supporto alla divulgazione e lo sviluppo delle energie rinnovabili.
YES WE CAN!

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